Approfondimenti

Le cose che non stanno in una micro-lezione

Il resto del sito è fatto di pagine brevi, ognuna con un meccanismo per volta. Qui stanno i due argomenti che non si lasciano tagliare così: hanno bisogno di mezz'ora, e la meritano.

Sai fare cose che non sai spiegare

Riconosci la faccia di tua madre in mezzo a una folla e non sapresti scrivere la regola che ti ci fa arrivare. Da lì si capisce che cos'è davvero una rete neurale, senza matematica.

Apri →

Come la ricerca è diventata un mercato

Dodici date fra il 2015 e oggi, e la ragione per cui la scala evolutiva — la figura che abbiamo tutti in testa — racconta male quello che è successo.

Apri →

Chi controlla chi costruisce

Il capo di un laboratorio chiede di rallentare, e la ragione che dichiara non è quella raccontata: un controllo di qualità sui dati «non fatto abbastanza bene». Che cosa chiedere a un fornitore, di conseguenza.

Apri →

Perché questa sezione

Ci sono cose che si capiscono solo se qualcuno ha il tempo di raccontarle per intero.

Le altre sezioni di questo sito sono fatte apposta per essere brevi: un meccanismo per pagina, sei-otto minuti, un'idea che si può portare via. È una scelta, e funziona per quasi tutto.

Non funziona per due tipi di argomento. Il primo è quello che ha bisogno di un'analogia lunga per stare in piedi: se la tagli a metà resta una metafora carina che non spiega niente. Il secondo è quello in cui l'informazione è la sequenza — dove il senso non sta in nessuna delle parti ma nell'ordine in cui si sono succedute, e servono tutte.

Erano due, e dal 16 settembre sono tre. La terza risponde a un terzo tipo di argomento: quello in cui il senso sta in una riga sola di una fonte lunga, e per trovarla bisogna leggerla tutta. Non è un programma: è quello che c'è.