La scala che abbiamo tutti in testa

Se chiedi a qualcuno di disegnare l'evoluzione umana, disegna una fila. Una scimmia curva a sinistra, quattro figure che si raddrizzano, un uomo in piedi a destra. È l'immagine più riprodotta della storia della divulgazione scientifica: si chiama The Road to Homo Sapiens, la disegnò Rudolph Zallinger per il volume Early Man della Time-Life nel 1965, e la conosciamo tutti come «la marcia del progresso».

È anche sbagliata, e vale la pena sapere quanto.

L'evoluzione non è una fila: è un cespuglio. Quelle specie non si sono succedute in ordine, hanno convissuto per lunghi periodi, e la maggior parte dei rami finisce nel nulla. Ma la parte che rende la storia perfetta per questo sito è un'altra: la fila indiana Zallinger non la voleva. La disposizione lineare gliela suggerì un paleoantropologo; nelle sue didascalie alcune di quelle specie erano segnate come vicoli ciechi; e quando propose disegni che non implicassero una marcia in avanti, gli scienziati li respinsero.

Sessant'anni dopo l'immagine è nella testa di tutti, e nessuno ricorda le didascalie.

Racconto questa storia all'inizio perché l'evoluzione del mercato dei modelli linguistici viene raccontata esattamente così. Una fila: GPT-1, GPT-2, GPT-3, GPT-4, ognuno più in piedi del precedente, e in fondo qualcosa che sta arrivando. È una figura comoda, e nasconde le due cose che contano davvero: quanti rami si sono fermati, e che cosa selezionava chi restava.

Le due curve

Se metti in fila le date di questi undici anni, non vedi una scala. Vedi due movimenti opposti che si incrociano.

Il capitale sale mentre la pubblicazione scende Dal 2015 al 2025 due andamenti opposti. Il capitale investito cresce: un miliardo promesso nel 2015, un miliardo effettivo nel 2019, oltre dieci miliardi nel 2023, una valutazione di cinquecento miliardi nel 2025. Nello stesso periodo scende quanto viene pubblicato: nel 2017 l'idea centrale esce libera e completa, nel 2019 la pubblicazione diventa graduale, nel 2020 il modello si usa solo a pagamento, nel 2023 la relazione tecnica dichiara di non contenere alcun dettaglio. Le due linee si incrociano intorno al 2020. IL CAPITALE QUANTO SI PUBBLICA 2015 2017 2019 2020 2023 2025 1 miliardo promesso 1 miliardo davvero oltre 10 miliardi valutata 500 miliardi l’idea esce libera uscita a scaglioni solo a pagamento nessun dettaglio Le altezze non sono in scala: contano le direzioni.

Le altezze non sono in scala, e non potrebbero esserlo: fra un miliardo e cinquecento miliardi non esiste un grafico leggibile. Quello che conta sono le direzioni, e il fatto che si incrocino.

Dodici date

2015 · Dicembre — nasce una non profit per non farne un mercato

OpenAI viene fondata come organizzazione senza scopo di lucro, con un miliardo di dollari promessi. La ragione dichiarata è che una tecnologia del genere non debba finire in mano a chi la usa per profitto. Un dettaglio che si scopre dopo: di quel miliardo, entro il 2018 ne erano arrivati circa centotrenta milioni. La cifra annunciata e la cifra versata non erano la stessa cosa.

2017 · Giugno — l'idea centrale esce, gratis

Otto ricercatori di Google pubblicano Attention Is All You Need. È il meccanismo su cui poggia tutto quello che è venuto dopo — è la tappa 08 di questo sito — e viene pubblicato liberamente, per intero, su un archivio aperto. Chiunque può leggerlo e usarlo. Il pezzo più prezioso della catena è stato regalato, e nessuno all'epoca lo considerava un errore: era così che si faceva.

2019 · Febbraio — la prima volta che non si pubblica

OpenAI annuncia GPT-2 e non lo rilascia: troppo pericoloso, dicono, potrebbe produrre notizie false convincenti. Segue una «pubblicazione a scaglioni», versioni via via più grandi, e il modello completo arriva a novembre. Le conseguenze temute non si sono viste. È il primo momento in cui non pubblicare diventa una posizione difendibile, e la porta, una volta aperta, non si è più richiusa.

2019 · Marzo — la non profit si dà una società

Nasce OpenAI LP, struttura «a profitto limitato»: gli investitori guadagnano fino a un tetto, oltre quello i profitti tornano alla missione. La motivazione la scrivono loro, e vale la pena leggerla senza filtri: servono miliardi di dollari per il calcolo su larga scala, per attrarre e trattenere le persone e per costruire supercomputer.

Qui c'è il perno di tutta questa storia. Non è un risultato scientifico a cambiare le cose: è la scoperta che continuare a crescere costa una cifra che nessuna donazione copre. Da questo momento in avanti la variabile che decide chi resta in gioco non è più un'idea. È il calcolo, e il calcolo si compra.

2019 · 22 luglio — il primo miliardo vero

Microsoft investe un miliardo di dollari. In cambio diventa fornitore esclusivo del calcolo. Quattro mesi dopo la struttura societaria, il capitale arriva: la sequenza è quella, e in quest'ordine.

2020 · Giugno — il modello non si legge, si affitta

Esce GPT-3, e l'articolo che lo descrive è quello che introduce l'apprendimento dagli esempi dentro la richiesta — la base di metà di quello che oggi si chiama scrivere una buona richiesta. Ma il modello, quello, non viene pubblicato: si usa attraverso un'interfaccia a pagamento. L'articolo resta scienza; il modello è diventato un prodotto.

2021 · Febbraio — il ramo che si stacca

Un gruppo di persone lascia OpenAI e fonda Anthropic, dichiarando come ragione la sicurezza. È il primo di una serie: nei due anni successivi il campo si popola di società nate per differenza da un'altra società, e non da una scoperta. Il cespuglio comincia a ramificare, ed è il momento in cui la scala smette di essere una figura utile.

2022 · 30 novembre — la porta si apre a tutti

ChatGPT. Non è un salto tecnico: è lo stesso genere di modello messo dietro una casella di testo che chiunque sa usare. È la data che quasi tutti considerano l'inizio, ed è invece il punto in cui una cosa che esisteva da anni diventa visibile. La differenza fra la storia vera e la storia raccontata sta quasi tutta qui.

2023 · 23 gennaio — dieci volte tanto

Microsoft annuncia un nuovo investimento «pluriennale, multimiliardario», riportato intorno ai dieci miliardi. Meno di due mesi dopo l'apertura al pubblico.

2023 · Marzo — la relazione tecnica che non dice niente

Esce GPT-4 con una relazione tecnica di cento pagine che contiene questa frase:

«Dato sia il panorama competitivo sia le implicazioni di sicurezza dei modelli su larga scala come GPT-4, questa relazione non contiene ulteriori dettagli sull'architettura (dimensione del modello compresa), sull'hardware, sul calcolo usato per l'addestramento, sulla costruzione dell'insieme di dati, sul metodo di addestramento o simili.»

GPT-4 Technical Report, marzo 2023. Nota l'ordine in cui sono elencate le due ragioni.

Un documento intitolato «relazione tecnica» che dichiara di non contenere dettagli tecnici. Sei anni dopo un articolo che spiegava tutto e non chiedeva niente in cambio.

2023 · 17-22 novembre — cinque giorni in cui si vede chi comanda

Il consiglio di amministrazione della non profit licenzia l'amministratore delegato. Cinque giorni dopo lo reintegra, sotto la pressione dei dipendenti e degli investitori. Qualunque cosa si pensi del merito, il fatto resta: la struttura costruita per tenere il controllo l'ha esercitato una volta, ed è durata cinque giorni.

2025 · 28 ottobre — il cerchio si chiude

OpenAI completa la trasformazione in società a beneficio comune. La fondazione senza scopo di lucro tiene il 26%, valutato intorno a 130 miliardi; Microsoft il 27%, intorno a 135 miliardi; dipendenti e investitori il 47%. La società è valutata cinquecento miliardi di dollari.

Dieci anni dopo essere nata per impedire che questa tecnologia diventasse un mercato, l'organizzazione che lo diceva è il mercato.

Che cosa nasconde la scala

Adesso si può dire perché la marcia del progresso è la figura sbagliata, e lo si può dire in modo preciso invece che retorico.

Primo: i rami che si sono fermati non si vedono. Fra il 2018 e il 2022 sono stati pubblicati modelli e architetture che oggi nessuno nomina più, da laboratori che avevano ricercatori bravi quanto gli altri. Nella fila indiana non c'è posto per chi si è fermato, e questo fa sembrare inevitabile quello che è successo.

Secondo, e più importante: la scala suggerisce che a selezionare sia stato il merito scientifico. Le date dicono un'altra cosa. L'idea decisiva è stata pubblicata da chi non ne ha ricavato la posizione dominante. Chi è arrivato in cima ha fatto una scelta diversa e prima degli altri — comprare calcolo su una scala che richiede capitale industriale — e si è dato la forma societaria che serviva a riceverlo. Non è una critica morale: è una descrizione. Il vantaggio non è stato una scoperta. È stata una decisione di finanziamento.

Terzo: la scala ha una direzione, e le cose in fila non tornano indietro. La curva della pubblicazione, invece, può risalire. Nel periodo in cui il capitale saliva, sono cresciuti anche i modelli con i pesi scaricabili da chiunque, che seguono una logica diversa. La fila indiana non li può disegnare: sono un ramo, non un gradino.

Perché questa pagina sta su questo sito

Per una ragione sola, e non è la curiosità storica.

Chi usa questi strumenti prende decisioni su un mercato, non su una tecnologia: quale fornitore, quale vincolo, quanto dipendere. E le decisioni su un mercato si prendono male se lo si immagina come una scala che sale verso un punto d'arrivo già deciso. Sapere che al posto della scala c'è un cespuglio, e che a potarlo sono stati i capitali più delle idee, cambia le domande che fai a chi ti vende qualcosa.

Ed è la stessa disciplina che questo sito applica ovunque, applicata stavolta a una storia invece che a un meccanismo: risalire alla fonte, e dichiarare quando non ce n'è una. Le dodici date qui sopra hanno tutte un documento dietro, e nella maggior parte dei casi è un documento scritto dalle società stesse.

Non è una scala e non porta da nessuna parte in particolare. È un cespuglio, e a decidere quali rami restassero non è stata la scienza migliore: è stato chi poteva permettersi il conto del calcolo.