Questo sito nasce da una prima e fondamentale esigenza funzionale, ovvero come diario per appunti di quotidiani studi ed approfondimenti di una materia - l'AI - che si è letteralmente abbattuta sul mio mondo professionale, forse anche prima di quanto non abbia potuto farlo passando dalle mie abitudini private.

L'esigenza di comprendere, e non solo per indirizzare scelte di implementazione aziendali, ma soprattutto per non sistemarsi nella posizione di utente inconsapevole, si è fatta strada a colpi di articoli, lezioni, video e approfondimenti di tutti i generi, ma sempre alla ricerca di fondamenti tecnici, e non di pareri ipotesi o scenari da opinionisti.

Si è potuto vivere per molti anni dei nostri tempi, senza sapere cosa accade tecnicamente nel buio rumoroso di un cofano di un auto; si è persino attraversata la prima era dell'informatizzazione di massa, senza aver capito molto come potesse un aggeggio di plastica collegato via filo ad uno scatolone, produrre dei movimenti su di un video, a sua volta collegato allo scatolone stesso

Questa volta, non si può. Abbiamo il dovere di provare a comprendere. Per poter provare ad esercitare un approccio critico a quanto stiamo per affrontare.

I materiali che ho reperito, analizzato, studiato e rielaborato, li ho tutti condivisi con i miei nuovi aiutanti, coloro che mi stanno dando gli strumenti di e le potenzialità che posso tradurre senza tema di smentita, in un vero aumento di intelligenza. Dove per intelligenza, si intenda la capacità di produzione cognitiva.

I testi di questo sito nascono quindi da un lavoro con un modello linguistico. Io ho scelto i temi e l'impianto, ho verificato una per una le fonti citate, ho corretto ciò che era sbagliato e scartato ciò che non condividevo. La stesura è venuta da lì.

Lo scrivo per la stessa ragione per cui esiste la pagina delle affermazioni non documentate: un sito che chiede a chi legge di sapere come si formano i testi che ha davanti non può tacere come si è formato il proprio.

Quello che resta mio, e di cui rispondo, è ogni singola affermazione: le ho lette tutte, e non ce n'è una che non sostenga.

Che cosa questo sito non tratta

Tre cose che chi legge queste pagine si chiede spesso, e su cui qui non troverà niente. Le scrivo perché un'assenza dichiarata è una scelta, mentre un'assenza taciuta somiglia a una dimenticanza — e perché sapere in anticipo dove un posto non arriva fa risparmiare tempo.

Il consumo energetico e l'impatto ambientale. È fra le prime obiezioni che sento, e qui non la affronto. Non perché conti poco: perché le cifre che circolano non reggono il criterio che questo sito si è dato — fonte primaria, verificata prima di scrivere. Le stime pubbliche sono discordanti e spesso non si riesce a risalire al dato originale. Ripeterle qui sarebbe esattamente quello che chiedo a chi legge di non fare.

Le norme e il diritto. Qui non ci sono indicazioni giuridiche, né la cornice delle regole in vigore. C'è il meccanismo, che è un'altra cosa: che fine fa quello che scrivi dentro uno di questi strumenti, e che cosa è successo all'avvocato che ha depositato sentenze inventate. Il resto cambia più in fretta di quanto io possa aggiornarlo e non è il mio mestiere. La pagina sulla privacy dichiara già di non essere stata verificata da un professionista: una pagina in attesa di un parere basta e avanza.

L'intelligenza artificiale usata contro di te. Falsi credibili, voci clonate, truffe costruite su misura. È un tema serio e non è questo: qui si parla a chi lo strumento lo usa, non a chi lo subisce, e sono due posture diverse. Il metodo che trovi qui — risalire alla fonte, diffidare di ciò che convince per come è scritto — regge anche lì. Ma non l'ho scritto per quello, e chi cerca quello è meglio che lo sappia subito.